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“MA QUALE MENTE FREDDA: QUI LA FESTA CONTINUA!”

“MA QUALE MENTE FREDDA: QUI LA FESTA CONTINUA!”

Se qualcuno avesse pensato, anche solo per un attimo, che l'entusiasmo di sabato 7 aprile si fosse anche solo un po' affievolito in questi ultimi giorni, sarà costretto a ricredersi. Subito. Perchè “parliamo a mente fredda” è un'idea che non è (ancora) contemplata nelle menti (e nei cuori) degli uomini Futsal.

In primis, nella mente di Pierluigi Gotta. “Mister, allora, parliamo a mente fredda”. Macchè.

«E' passato un po' di tempo, ma qui non abbiamo mai smesso di festeggiare», sorride. E in che modo? Continuando ad allenarsi, una volta a settimana: «sono i ragazzi a chiederlo, vogliono stare insieme, l'allenamento diventa una scusa per condividere la cena successiva. Fosse per me, potrei anche non vederli più», sorride di nuovo.

Ma, in realtà, c'è un motivo vero per cui non si può “parlare a mente fredda”. E non è solo emotivo, ma è assolutamente razionale: «Questa squadra ha conquistato la consapevolezza dei proprio mezzi giorno dopo giorno, sentivo questa convinzione crescere e vedevo i ragazzi crederci sempre di più. Tra di loro c'erano alcuni giocatori che non pensavano di essere all'altezza e che, invece, passo dopo passo si sono resi conto di esserlo. Eccome».

Basta, quindi, parlare di sorpresa o di outsider: qui c'è un gruppo che ha lavorato tanto, è cresciuto ancora di più ed è arrivo al culmine di questo percorso di consapevolezza: «La sconfitta casalinga contro il Real Canavese è stata decisiva in questo senso: vedere giocatori che hanno scritto la storia di questo sport gioire così tanto dopo averci battuti ci ha dato proprio la consapevolezza di essere una grande squadra. In quella partita abbiamo sbagliato tante scelte, è vero, ma la potenza allo stato puro di questa squadra era evidente, sotto gli occhi di tutti». In quei 40 minuti lui ha capito che ci fosse un campionato da vincere, «abbiamo smesso di dirci “non possiamo più sbagliare” e abbiao cominciato con “non dobbiamo più sbagliare”. Perchè, non sbagliando, avremmo vinto questo campionato».

E così è stato.

Quali siano stati i segreti, i punti di forza, i momenti decisivi lo ha già detto mille volte. Ma oggi, a mente (poco) fredda, il tecnico sottolinea un altro aspetto: «La presenza nel gruppo di tanti volti (nuovi) del territorio è stata fondamentale, avevamo bisogno di questa “cuneesità”, l'ho detto fin dall'inizio, “dobbiamo prendere gente del posto che porti su questo parquet il suo sangue e il suo sudore”. L'abbiamo fatto e abbiamo vinto. E sono convinto che anche per il futuro dovremmo puntare su due o tre scommesse fatte in casa. Perchè le vinciamo. E poi, natualmente, servirà un top player».

La domanda sul mercato è già saltata, allora proviamo così: che cosa deve fare la società per farsi trovare pronta sul nuovo palcoscenico?

«Deve crescere, così come deve crescere lo staff tecnico e deve crescere la squadra. Tutti insieme, ciascuno per la propria sfera di competenza, ma bisognerà fare un salto importante perchè il livello si alzerà. E se nelle categorie minori ti scontri con delle persone, più sali, più dovrai scontrarti con squadre e poi con società dotate di strutture e organizzate sotto tutti gli aspetti».

“Se ci lasci non vale” l'hai cantato anche tu a Zeppola?

«Farò carte false perchè non ci lasci, per il momento mi sono limitato a far passare questo periodo. Se lui deciderà di smettere lo capirò, ha 40 anni, il terzo figlio in arrivo e lascerebbe da vincente. Quindi se vorrà passare ogni sabato pomeriggio a fare la spesa con sua moglie...io lo capirò», sorride, di nuovo.

Perchè la sua mente, come quella di tutti, non riesce ancora a ragionare in modo “freddo”. Perchè «adesso siamo svegli, ma continuiamo a sognare». Perchè l'allenamento lo aspetta. E lui aspetta l'allenamento, come sempre.

Rivisto

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Classifica Marcatori
Giocatore Gol segnati
 Piazza  7
 Servetti  6
 Canavese

 5

Golè

 3

Conti  2
Gerbaudo  2
Zeppola  1
Cantone

 1

Cardillo  1
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