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FACCIAMO IL PUNTO: 29 OTTOBRE 2016

FACCIAMO IL PUNTO: 29 OTTOBRE 2016

Come giudichi il lavoro di queste prime settimane?

«Il lavoro è stato molto duro, come sempre d’altronde con il tecnico Gotta. E ha già portato i suoi frutti: sinceramente pensavo che il gruppo avesse bisogno di più tempo per comprendere e applicare le sue idee, invece mi sono dovuto ricredere. Certo, il gioco non è ancora al top, ma abbiamo già fatto grandi passi avanti».

Zeppola conosce bene Gotta (e viceversa), suo allenatore lo scorso anno e nel 2007 al Rosta. Il tuo ritorno a Savigliano è collegato con il suo approdo alla corte di Alberto Pettavino?

«In realtà no, la società mi aveva già contattato durante la scorsa stagione: ho accettato di tornare perché mi è stato presentato un progetto con ottime basi e ambiziose prospettive. La dirigenza ha sempre dimostrato grande determinazione, voglia di fare bene e massima organizzazione, non ci sono molte realtà che possiedono queste caratteristiche. L’arrivo di Gotta è stata l’ulteriore conferma della serietà del progetto».

Il mister ti ha schierato dal primo minuto in tutte le gare di campionato fino a questo momento. Nei primi due match la squadra ha chiuso senza subire reti. Una bella soddisfazione (anche) per te, scelto per “proteggere” Cardillo.

«Non subire gol in questo sport non è mai semplice, merito nostro e anche demerito degli avversari. Come ci siamo riusciti? Credo tutto dipenda dalla nostra applicazione, in allenamento così come in campo».

Invece nel derby contro il Time Warp cosa non ha funzionato?

«Qualunque squadra, priva di almeno tre pedine fondamentali, si troverebbe in difficoltà ad affrontare qualsiasi partita: abbiamo pagato queste assenze e un paio di “black out” e di cali di concentrazione. E gli avversari ci hanno punito. Nonostante ciò, abbiamo disputato un ottimo primo tempo chiuso immeritatamente in svantaggio. Analizzando la partita a freddo, abbiamo individuato più spunti positivi rispetto a quelli negativi: perdere un derby “brucia”, ma siamo riusciti a uscirne a testa alta nonostante tutte le difficoltà».

Quali sono gli aspetti da migliorare e sui quali state lavorando in queste settimane di sosta?

«Dobbiamo imparare a essere più cinici e più concreti sotto porta, a volte creiamo molto, ma finalizziamo troppo poco. E poi a mantenere sempre alta la concentrazione, perché i cali di tensione si pagano, cari».

Sei il più esperto di questo gruppo. C’è qualcuno tra i giovani che ti ha “colpito”?

«Mazzucco, Kerbal e Nour hanno buone doti naturali e tanto potenziale: se continueranno a sacrificarsi e a lavorare molto in allenamento, e piano piano impareranno a stare all’interno di una squadra, credo che potranno togliersi grandi soddisfazioni».

Bando alla scaramanzia, questa Futsal dove può arrivare?

«Obiettivamente ci sono almeno due squadre più attrezzate e organizzate di noi, il Time Warp e il Castellamonte, cui aggiungerei anche il Rosta. Quindi direi che i play off sono alla portata. L’importante, però, è farsi trovare pronti sempre. Solo in questo modo potremmo raggiungere questo obiettivo e, chissà, anche qualcosa in più».

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